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Fotografia e Sviluppo di  Maria Cristina Casati

Fotografia e Sviluppo di
Maria Cristina Casati

Mi è stato chiesto qualche giorno fa se ho cominciato a riconoscermi in uno  stile fotografico… e se ritengo che le mie fotografie abbiano qualcosa di particolare… ebbene no, non credo di avere uno stile fotografico definito e per la seconda domanda è un SI io amo le mie fotografie sono particolari, lo sono per me.

Sono convinta che un fotografo debba comunque conoscere il mondo della fotografia a 360°… un buon fotografo deve conoscere tutti gli stili e non deve mai stancarsi di documentarsi,studiare, osservare.

Questo non vuol dire che io sia una buona fotografa, semplicemente mi piace ciò che scatto e ciò che sviluppo e spero di non stancarmi mai di imparare cose nuove.

Vedere il bianco e nero in una foto

Ci sono pareri discordanti, alcuni esperti e luminari dicono che la foto in bianco e nero si deve già “vedere” in fase di scatto altri invece dicono di scattare a colori e… la si vedrà dopo… in fase di sviluppo.

Non so se voi ve lo siete mai chiesto… ma perchè scattare foto in bianco e nero?

Per i fotoreporter, il bianco e nero è una scelta che incrementa il senso drammatico si concentra sulle passioni sfruttando i chiari e gli scuri, in un bombardamento come negli ultimi tempi di fotografie a colori una bella foto in bianco e nero si differenzia.

Ovviamente la pubblicità se ne approfitta ampiamente visto che già da diversi anni associa il bianco e nero a prodotti e articoli d’elite desiderosi di distinguersi dalla massa e di elevarsi al di sopra di altri tramite forme, brand e/o contenuti escludendo a priori la “scontatezza” del colore.

Fotografia e Sviluppo di Maria Cristina Casati

Fotografia e Sviluppo di Maria Cristina Casati

Scusa puoi toglierti le scarpe?

La vita è un insieme di porte chiuse, ma non chiuse a chiave, porte da spingere. C’è chi bussa chiedendo permesso… e chi irrompe con prepotenza.

Quando entriamo nella vita di una persona e come se aprissimo una porta, e non una porta qualsiasi, ma la porta della nostra vita. Ma nessuno mai si pulisce le scarpe, nessuno mai entra scalzo.

Quando si entra nella vita delle persone, entriamo con tutte le scarpe piene di fango, e poco importa se tu eri già lì…che stavi facendo pulizia, che stavi mettendo apposto le tue stanze…

Quando qualcuno apre la porta della nostra vita, c’è sempre la stanza più grande, quella dell’amicizia, quella con tante sedie, e molta luce, quella stanza che ogni giorno va spolverata, tirata a lucido, la stanza del dialogo, della comprensione, la stanza dei quadri appesi al muro, dove c’è il passato è il presente, dove c’è la tua vita raccontata nelle immagini di un tempo lontano, la stanza dell’accoglienza.

Ma quando a qualcuno gli apriamo quella porta, prima o poi dovrà visitare anche il resto dei tre locali, e allora apriamo le nostre porte. E non diciamo mai all’amicizia “ Scusa puoi toglierti le scarpe?”

E la porta dell’amore non è mai come le altre, fa fatica ad aprirsi, striscia, e il rumore è sempre il cigolio di una vecchia porta, chiusa da molto tempo. Il suo interno è dai colori sbiaditi, qualche colore acceso per ricordasi che l’amore un tempo era passato da qui, è la stanza dei ricordi, della nostalgia, della rabbia.

La Porta Della Vita

Fotografia – Maria Cristina Casati

Chi entra nella nostra vita non si ferma mai, e anche se vogliamo fargli sbagliare  strada prima o poi le stanze del tuo cuore deve visitarle tutte. La curiosità, l’affezionarsi, il bene che comincia a provare, spinge sempre a voler aprire tutte le porte, e quando apri la porta della delusione te ne accorgi subito, e senza chiave e sempre semi aperta, e la sua stanza è dalle pareti bianche è grigie, senza emozioni, dove sono accatastati uno sopra l’altro tutti i tuoi momenti, e la stanza del disordine, della riflessione, la stanza dove si vive la maggior parte del nostro tempo.

La vita può essere anche un tre locali con le sue stanze e le sue porte, ma bisogna ricordarsi sempre che in quello spazio bisogna trovare un angolo per costruirsi una stanza in più, piccola come uno sgabuzzino, buia e chiusa a chiave.

Una stanza dal nome speranza, custodirla con gelosia, dentro di te, dove nessuno può entrare, dove nessuno può aprire quella porta. Perchè chi entra nella nostra vita può anche toglierci tutto, può aprire pian piano qualsiasi porta e vederne ciò che c’è al suo interno. Può darci amore è amicizia, può deluderci con il tempo . Ma chi entra nella nostra vita nel bene e nel male, non ci toglierà mai la speranza.  (Davide Bianco)

img_4039_01 copyll Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, meglio conosciuto con il nome di Vittoriano, è un monumento nazionale situato a Roma, in piazza Venezia.

Per metonimia il monumento viene spesso chiamato Altare della Patria, da quando esso accoglie il Milite Ignoto. Il suo nome deriva da Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia, cui il complesso monumentale è dedicato. Ha una superficie totale di 17.000 metri quadrati.

(Wikipedia)

 

 

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Alice Cucina

Having my pictures printed on one of the magazines I love the most is just AMAZING!!! Decorated Cake By Ilaria Pelucchi.Avere le mie foto su una delle riviste che amo di più è semplicemente fantastico!!!! Torta Decorata eseguita da Ilaria Pelucchi
Sono sTRAaaaFelicEeee!
Collage Rivista Alice