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Fotografia e Sviluppo di  Maria Cristina Casati

Fotografia e Sviluppo di
Maria Cristina Casati

Mi è stato chiesto qualche giorno fa se ho cominciato a riconoscermi in uno  stile fotografico… e se ritengo che le mie fotografie abbiano qualcosa di particolare… ebbene no, non credo di avere uno stile fotografico definito e per la seconda domanda è un SI io amo le mie fotografie sono particolari, lo sono per me.

Sono convinta che un fotografo debba comunque conoscere il mondo della fotografia a 360°… un buon fotografo deve conoscere tutti gli stili e non deve mai stancarsi di documentarsi,studiare, osservare.

Questo non vuol dire che io sia una buona fotografa, semplicemente mi piace ciò che scatto e ciò che sviluppo e spero di non stancarmi mai di imparare cose nuove.

Sogno Parigino

Ad ottobre sono stata a Parigi, solo due giorni… davvero troppo poco per capirci qualcosa, spero di ritornarci ed essere più precisa con i miei commenti per i miei lettori.

Ne ho respirato l’aria il profumo di dolci, di baguette, di croque monsieur e croque madame, ho camminato (per poco tempo) lungo la Senna e sebbene avevo tutta l’attrezzatura fotografica con me che mi ha spaccato mezza schiena e mezza spalla ( si fa per dire eh!) ho capito che mi piace questa città.

Mi piace anche la periferia di Parigi dove si respira il vero clima del posto quello vero e spontaneo.

Parigi è proprio una città per sognare, io ho sognato per almeno due ore davanti alla maestosa Tour Eiffel.

Fotografia e Sviluppo di Maria Cristina Casati

Fotografia e Sviluppo di Maria Cristina Casati

La Natura e i suoi colori

I think that to get good shots you simply stop for a moment and observe what surrounds you … no hurry … no stress … take the time and watch the world…

Sono convinta che per ottenere dei buoni scatti occorre semplicemente fermarsi un attimo ed osservare quello ci circonda… senza fretta… senza stress… prendersi dei momenti ed osservare il mondo che ci accoglie…

 

La Natura Giochi Di Luce E Colori

Scusa puoi toglierti le scarpe?

La vita è un insieme di porte chiuse, ma non chiuse a chiave, porte da spingere. C’è chi bussa chiedendo permesso… e chi irrompe con prepotenza.

Quando entriamo nella vita di una persona e come se aprissimo una porta, e non una porta qualsiasi, ma la porta della nostra vita. Ma nessuno mai si pulisce le scarpe, nessuno mai entra scalzo.

Quando si entra nella vita delle persone, entriamo con tutte le scarpe piene di fango, e poco importa se tu eri già lì…che stavi facendo pulizia, che stavi mettendo apposto le tue stanze…

Quando qualcuno apre la porta della nostra vita, c’è sempre la stanza più grande, quella dell’amicizia, quella con tante sedie, e molta luce, quella stanza che ogni giorno va spolverata, tirata a lucido, la stanza del dialogo, della comprensione, la stanza dei quadri appesi al muro, dove c’è il passato è il presente, dove c’è la tua vita raccontata nelle immagini di un tempo lontano, la stanza dell’accoglienza.

Ma quando a qualcuno gli apriamo quella porta, prima o poi dovrà visitare anche il resto dei tre locali, e allora apriamo le nostre porte. E non diciamo mai all’amicizia “ Scusa puoi toglierti le scarpe?”

E la porta dell’amore non è mai come le altre, fa fatica ad aprirsi, striscia, e il rumore è sempre il cigolio di una vecchia porta, chiusa da molto tempo. Il suo interno è dai colori sbiaditi, qualche colore acceso per ricordasi che l’amore un tempo era passato da qui, è la stanza dei ricordi, della nostalgia, della rabbia.

La Porta Della Vita

Fotografia – Maria Cristina Casati

Chi entra nella nostra vita non si ferma mai, e anche se vogliamo fargli sbagliare  strada prima o poi le stanze del tuo cuore deve visitarle tutte. La curiosità, l’affezionarsi, il bene che comincia a provare, spinge sempre a voler aprire tutte le porte, e quando apri la porta della delusione te ne accorgi subito, e senza chiave e sempre semi aperta, e la sua stanza è dalle pareti bianche è grigie, senza emozioni, dove sono accatastati uno sopra l’altro tutti i tuoi momenti, e la stanza del disordine, della riflessione, la stanza dove si vive la maggior parte del nostro tempo.

La vita può essere anche un tre locali con le sue stanze e le sue porte, ma bisogna ricordarsi sempre che in quello spazio bisogna trovare un angolo per costruirsi una stanza in più, piccola come uno sgabuzzino, buia e chiusa a chiave.

Una stanza dal nome speranza, custodirla con gelosia, dentro di te, dove nessuno può entrare, dove nessuno può aprire quella porta. Perchè chi entra nella nostra vita può anche toglierci tutto, può aprire pian piano qualsiasi porta e vederne ciò che c’è al suo interno. Può darci amore è amicizia, può deluderci con il tempo . Ma chi entra nella nostra vita nel bene e nel male, non ci toglierà mai la speranza.  (Davide Bianco)

Happy Valentine’s Day

La ricorrenza di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità e non all’amore romantico. Nel 496 Papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire San Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l’associazione specifica con l’amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa.

Una delle tesi più note è che l’interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, San Valentino di Genova.

Non v’è dubbio tuttavia che a metà di febbraio si riscontrino i primi segni di risveglio della natura e nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data iniziasse l’accoppiamento degli uccelli e quindi l’evento si prestava a considerare questa la festa degl’innamorati.

Pur rimanendo incerta l’evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c’è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.

La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée…

L’uso di spedire “valentine” nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (18281904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d’auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli.

L’originale festività religiosa prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, invece, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese.

Alla sua diffusione, soprattutto in Francia e in Inghilterra, contribuirono i benedettini, attraverso i loro numerosi monasteri, essendo stati affidatari della Basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico (la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo Natale.

Il giorno dopo la festa degli innamorati, il 15 Febbraio si festeggia San Faustino, patrono dei single.

 

(Fonte Wikipedia)

Ecco qualche mio scatto con le “Love Apples”: